Il Messaggero, 10/08/2014
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Sarà forse questa l' ultima estate all' insegna dell' incertezza climatica con previsioni del tempo spesso sbagliate: scienziati guidati da Andrea Merlone, ricercatore dell' Inrim di Torino, hanno posizionato prima sull' Everest e poi al Polo Nord dei sensori di ultima generazione capaci di trasformare i fenomeni naturali in numeri facilmente decifrabili. È il progetto MeteoMet.
Così il meteo si fa infallibile
« METEOROLOGIA E METROLOGIA INSIEME PER IL FUTURO DELLA TERRA» Luca Mercalli climatologo.
LA RICERCA Mai come in questa stagione si è patita tanta incertezza nelle previsioni del tempo. Week end dati per piovosi si sono improvvisamente rivelati soleggiati e giornate pronosticate come radiose sono state invece flagellate da rovesci d' acqua. Un danno per chi si aspettava la certezza estiva dell' anticiclone africano e non cartine dalle interpretazioni fallaci. Tanto che le associazioni di albergatori di alcune province, come per esempio Rimini cuore del turismo familiare, hanno minacciato di denunciare i meteorologi perché gli errori di previsione hanno danneggiato le loro attività. Il Codacons ha suggerito ai portali meteo di mettere bene in evidenza che le previsioni del tempo non devono essere considerate affidabili al cento per cento. LA SCIENZA Ora però l' incertezza potrebbe avere fine. In questo culmine d' agosto, giungono infatti i risultati di una ricerca, a guida italiana, in grado di elevare notevolmente il grado di affidabilità delle previsioni del tempo. Di rendere cioè le previsioni meteo quasi infallibili. Il progetto si chiama MeteoMet. Finanziato dalla Ue, vede 21 Nazioni coinvolte più 15 Università. L' Italia è il Paese coordinatore, ruolo che probabilmente le meriterà una candidatura a diventare la sede di una struttura permanente sul clima. Gli scienziati che lavorano al progetto sono metrologi. Attenzione, metrologi; non meteorologi. «La metrologia è la scienza della misura», dice Andrea Merlone, ricercatore dell' Inrim (Istituto nazionale di ricerca metrologica) di Torino e responsabile del progetto europeo. LA MISURA Usa un esempio elementare per far capire la necessità del confronto tra metrologia e meteorologia: «Molto spesso i dati meteo non sono veritieri perché è come voler individuare l' ora esatta con l' orologio della prima comunione. Se di tanto in tanto quell' orologio non si rimette a posto, non potrà mai dare l' ora esatta e finirà che ci farà perdere il treno». «La misura è la chiave di tutto - afferma Merlone - La nostra scienza rappresenta la natura attraverso i numeri. Abbiamo dunque bisogno di strumenti che trasformino i fenomeni naturali in numeri a noi comprensibili. Migliori sono le misure e migliore sarà la comprensione della natura». Forti di questo credo, gli scienziati italiani sono saliti nel novembre scorso fin sull' Everest, a 5.000 metri, per trasportare lassù sensori di ultima generazione, in grado di leggere i dati sul clima dalla stazione più alta del mondo. E hanno ripetuto l' esperimento un mese fa, al Polo, nella stazione più a Nord del mondo. «Il confronto dei dati tra queste due aree, tra le meno antropizzate del pianeta, è di un valore inestimabile per i climatologi», dice Merlone. IL CONFRONTO «Finalmente meteorologia e metrologia hanno iniziato a parlarsi», dice il meteorologo Luca Mercalli. «Dopo cento anni di stasi sulla verifica della qualità dei dati, questo è il momento giusto per colmare la lacuna. Dati più attendibili aiuteranno le previsioni del tempo. I modelli di simulazione delle scienze meteorologiche se ne gioveranno. E se ne gioveranno anche gli studi sul cambiamento climatico. Potremo misurare la febbre del pianeta Terra». Merlone parla anche di ricadute positive nel campo della paleoclimatologia: «Siamo impegnati a tentare di ricostruire il clima del passato - dice - L' obiettivo è quello di mettere a disposizione delle future generazioni serie storiche di dati incontrovertibili. Dobbiamo capire fino a che punto le oscillazioni del clima siano indotte dall' attività umana o invece siano sempre state così. Il Polo Nord è la cartina di tornasole: negli ultimi 15 anni la temperatura media è aumentata di 1,3 gradi. È un aumento rapidissimo. Si tratta di cambiamenti che avvenivano ogni 10 mila anni. Dovremo dare una risposta anche a questo». IL PREMIO Il progetto MeteoMet ha ricevuto un premio europeo dall' Euramet, l' Associazione europea di Metrologia. La dicitura è interessante. Recita Merlone: «Il premio è assegnato al progetto scientifico che meglio riesce a dare al cittadino il senso della risposta a una esigenza. E le tante domande sull' evoluzione del clima sono un' esigenza forte». Da segnalare che il premio Euramet è stato assegnato solo due volte in otto anni e solo a due progetti su 130. Carlo Mercuri © RIPRODUZIONE RISERVATA.